La seconda stagione di One Piece conferma la bontà del live action Netflix? | CULTURA POP

Chi se lo sarebbe mai aspettato che avremmo parlato positivamente del live action di One Piece per la seconda volta?

One Piece | Fonte

Il 10 marzo 2026, a quasi tre anni dall’uscita della prima stagione, è stata distribuita in esclusiva su Netflix la seconda stagione del live action di One Piece.

Il lavoro svolto si pone, in termini qualitativi, in perfetta continuità con quanto visto in precedenza.

La stagione copre gli archi narrativi di Loguetown, Reverse Mountain, Whisky Peak, Little Garden e Drum, introducendo personaggi come Smoker, Dragon, Vivi, Nico Robin, Chopper, Bartolomeo (!), un misterioso personaggio a fianco di Dragon (!), Wapol e molti altri.

Il ritmo narrativo è serrato ma mai frettoloso e dimostra - tra le altre cose - estrema fedeltà al materiale originale. Pur modificando di tanto in tanto la trama (è pur sempre un adattamento), la progressione degli eventi ripercorre quanto visto nel manga e prepara il terreno per la prima grande saga dell’opera: Alabasta.

La storia di Lovoon funziona, il combattimento di Zoro contro i cento agenti della Baroque Works è impressionante, Dori e Brogi sono resi magnificamente, il flashback di Chopper riesce a commuovere e Wapol è odioso quanto basta. C’è poco da fare: la seconda stagione di One Piece regala parecchie soddisfazioni.

I personaggi sono incredibilmente simili alle controparti cartacee sia nel carattere che nell’aspetto… e non è sempre un bene. Come accadde nella prima stagione, la sensazione di vedere dei cosplayer è innegabile. Rufy a volte sembra un pazzo, gli agenti della Baroque Works sembrano dei buffoni e la resa dei combattimenti è discutibile. Se nel manga queste caratteristiche rendono i personaggi vivi e carismatici, nel live action rendono il tutto - a tratti - uno spettacolo imbarazzante.

Questo non mi ha impedito di godermi l’opera a tutto tondo, avendo ritrovato, come nella prima stagione, lo stesso spirito del fumetto: avventura, divertimento e azione.

Consiglio il live action di One Piece anche a chi non conosce l’opera di Eiichiro Oda, rimandando, in ogni caso, alle pagine del fumetto per godersi la storia originale.

P.S. ho amato le mille chicche dedicate ai lettori sparse nei vari episodi (Sabo, Bartolomeo, Nika, Brook, God Valley, ecc)!

Ho parlato della prima stagione su Inchiostro e Pixel:

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